Art. 56 - Zone di Conservazione


Si intende per conservazione integrale il complesso di prescrizioni finalizzate alla tutela conservativa dei caratteri del paesaggio naturale, agrario ed urbano dell’insediamento umano, delle risorse del territorio e dell’ambiente nonché alla difesa ed al ripristino ambientale di quelle parti dell’area in cui sono evidenti i segni di manomissioni ed alterazioni apportate dalle trasformazioni antropiche e dai dissesti naturali; alla ristrutturazione ed al mantenimento degli ecosistemi naturali; alla ricostituzione ed al mantenimento di ecosistemi ambientali, al restauro ed al recupero di manufatti esistenti.


La zona di conservazione individuata dal piano riguarda l’intero ambito fluviale in Zona A1 del P.P.R., ambiti paesistici fluviali del Tavo – Fino.


La zona, per le caratteristiche di pregio e rarità che presenta, va sottoposta, con il concorso degli Enti sovraordinati, a particolare tutela e valorizzazione mediante l’istituzione di un Parco fluviale. In tal senso il Parco va concepito come segmento dello schema direttore "Parco attrezzato del fiume Tavo" di cui all'art. 122 delle NTC del PRP.


In particolare per la Zona della confluenza dei fiumi Tavo e Fino potrà essere promossa, con il concorso dei Comuni confinanti cointeressati, una Riserva Naturale di interesse provinciale. Al fine di potenziare la presenza di ambienti favorevoli allo scambio biologico ed alla sosta delle specie, si prevede la creazione di un’area verde, fittamente boscata, a margini chiusi per eliminare al massimo le interferenze esterne.


Gli usi consentiti sono indicati all'art. 65 delle NTC del PRP.

Potranno essere promossi piani attuativi di dettaglio, di iniziativa pubblica, in cui approfondire i caratteri naturalistici della zona e specificare gli interventi e le opere congruenti con gli usi riconosciuti compatibili


Le linee di indirizzo, di cui all'art. 62 delle NTA del PTP, sono le seguenti:


Tutti gli interventi dovranno essere realizzati con le tecniche proprie della ingegneria naturalistica e tesi a minimizzare l'interferenza con i processi biodinamici in atto nei corsi idrici.


Nelle more della formazione degli strumenti attuativi di cui al comma precedente, possono essere presentati piani attuativi di dettaglio, di iniziativa privata, per aree di estensione minima non inferiore ad ha. 1,00 con destinazione ad attrezzature sportive e ricreative di interesse pubblico.


Il Piano di dettaglio dovrà attenersi ai seguenti indirizzi generali:

Al fine di favorire l'ampliamento consensuale del Parco fluviale è consentito accorpare, per la formazione del lotto minimo di intervento, aree a destinazione agricola immediatamente adiacenti alla zona fluviale non gravate di asservimento per altri interventi.



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